Ogni volta che faccio Stone Balanving, provo sensazioni diverse. Probabilmente, perché sono io diversa. In fondo, in ogni attimo della nostra esistenza, siamo in cambiamento.
Oggi proprio non andava. Avevo un nervosismo di sottofondo che non mi permetteva di ascoltare. Non ascoltavo me stessa. Non ascoltavo le pietre. Non ascoltavo nulla. È una di quelle classiche giornate dove bilanciare, forse, dovrebbe essere un’attività da mettere in fondo alla lista, ma mica lo sapevo prima di arrivare al fiume. Quando non sono in sintonia con le pietre provo le più svariate sensazioni: frustrazione e nervosismo erano quelle che più spiccavano oggi. Non riuscivo davvero a trovare la via per raggiungere un minimo di serenità. Mi sono seduta, mi dava fastidio tutto. Ogni piccolo particolare non andava bene e credevo fosse messo lì a posta per darmi noia.
Credo di essere rimasta seduta un’ora. Sceglievo pietre diverse nel tentativo di trovare la giusta via. Ogni volta che raccoglievo una pietra diversa percepivo subito che era solo un palliativo. Cambiare per non sentire frustrazione. Cambiare per vedere se il turbamento passava. Niente. Qualsiasi cosa non funzionava. Mi sono alzata, decisa ad andare via, ma i miei occhi sono stati attratti da una pietra. L’ho sentita. Lei ha sentito me. Un respiro. L’ho raccolta, pulita nell’acqua e mi sono seduta nuovamente. Una pietra strana e pesante che però sentivo. Era un po’ dispettosa inizialmente, mi stava mettendo alla prova, ma sorridevo interiormente. Qualcosa era cambiato. Ero più rilassata, la muscolatura del mio corpo non era più tesa. Mi stavo fondendo con le pietre che tenevo tra le mani. Sentivo che sarebbe giunto quel momento magico in cui il mio respiro si sarebbe sincronizzato con quello delle pietre. Tutto è sparito per un attimo. C’ero solo io con loro. Due respiri che s’incontrano, due respiri che si sincronizzano. Due respiri che giungono, assieme, a godere dell’equilibrio raggiunto.