Luoghi diverse, pietre diverse.
Devo dire che l’incontro avuto con le pietre “croate”, quest’anno, è stato assai particolare.
Conscia del fatto che lo stato d’animo interiore ha sempre un certo impatto nell’approccio con lo Stone Balancing (come d’altronde in ogni altra pratica meditativa o di concentrazione) devo altresì ammettere che sono stata messa alla prova quando ho bilanciato le pietre in quelle terre.
Le pietre stuzzicavano sicuramente la mia parte giocosa, sia per le loro forme, sia per la loro consistenza… eppure qualcosa disturbava l’armonia dell’equilibrio finale.
Cosa ci fosse a disturbare… rimane per me ancora un mistero!
Ricordo bene tutte le volte che mi sono messa seduta, tenendo in mano le pietre che mi avevano chiamata. Ricordo la concentrazione e la focalizzazione mentre accoglievo tutti i più piccoli movimenti, sia delle pietre che degli elementi esterni (vento, rumore dell’acqua, vibrazioni delle onde, calore del sole). Sembrava esserci una pace generale, eppure, quando le pietre rimanevano in equilibrio e mi allontanavo per andare a prendere la macchina fotografica, cadeva tutto. Delle volte non riuscivo nemmeno a staccare le mani dalle pietre e godermi quel momento di estasi e connessione, che tutto svaniva: come una magia, che non hai il tempo di assaporare.
Per l’ennesima volta le pietre mi hanno messo davanti lezioni e spunti di riflessione.
In questo caso ho riflettuto molto sul fatto che mi venisse negata, spesso, la possibilità di scattare una foto per condividerla con voi.
Lezione ricevuta questa volta?
La totale mancanza di controllo, su ogni cosa.

 

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