Sabato 13 luglio c’è stata l’inaugurazione delle mostra “Libri di Versi 11”, presso il Museo Nazionale Archeologico Concordiese a Portogruaro, dove ho avuto l’onore di far conoscere lo Stone Balancing e creare un libro d’artista/libro oggetto sulla poesia di Gaia Rossella Sain. Dopo l’inaugurazione è seguito il reading delle poesie. Dato il cattivo tempo la serata è proseguita in una delle sale dell’Istituto Marconi: una location che ben si è adattata alla lettura dei poeti.

Un’esperienza unica che mi ha catapultata in una dimensione di condivisione, creatività e sperimentazione.

È partito tutto quando gli organizzatori di questo evento mi hanno proposto di partecipare come artista e che mi avrebbero “abbinata” ad una poetessa di Cormons. Allora conoscevo solo il suo nome, non avevo letto nessuna delle sue poesie e non sapevo assolutamente nulla di lei. Eravamo solo certe di dover lavorare assieme. Bere un caffè, a metà strada, sembrava la cosa migliore da fare per iniziare a conoscersi e parlare delle nostre reciproche poetiche.

Mi ricordo ancora bene l’incontro. Entrate in un’altra dimensione, dove esistevamo solo noi, i nostri discorsi e i nostri caffè (ovviamente!). Forse c’era una spremuta di mezzo, ma è un’informazione del tutto irrilevante!

Abbiamo chiacchierato tanto. Lei mi parlava delle sue poesie, della sua vita. E mentre parlavamo ho sentito che c’era una grande connessione tra le nostre “arti”. Un collegamento tra terra e cielo. Da lì è partito il brainstorming più accattivante e creativo che io abbia mai vissuto. Un viaggio tra realtà, immaginazione, animali, connessioni. Un mix di esperienze, vissuti e tanta voglia di condividere.

Dopo quell’incontro le nostre menti e le nostre anime hanno metabolizzato ogni particolare e dato il via ad un processo di creazione. La cosa più entusiasmante è stata proprio questa: esserci incontrate, aver condiviso per poi giungere a concretizzare due opere: la poesia di Gaia e il mio libro/d’artista.

Ringrazio per questa esperienza, perché è stata davvero incredibile.

Ph credit: Luca Dell’Osbel

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