Quando sono andata al fiume ed ho incontrato questi due pezzi di pietra, ho avuto modo di riflettere.
Riflettere sulla situazione attuale.
Riflettere sulla divisione.
Riflettere sul caos esterno.

Quella pietra rotta a metà mi ha scatenato sensazioni fortissime. Ho percepito il desiderio di voler riavvicinare quelle due parti. Lontane in quell’istante, ma composte dalla stessa materia. Avrei potuto unirle, avvicinandomi alla forma iniziale, quando non erano rotte. Ma non era la cosa giusta. Mi sembrava che se le avessi messe a contatto tra di loro, forse, sarebbe mancato qualcosa. Il cuore, l’anima. Non so esattamente cosa, ma ero certa che servisse una terza pietra.

La pietra che ho voluto mettere al centro mi ricordava un cuore.
Un cuore che metteva in comunicazione quelle due parti.
Un cuore che permetteva un abbraccio interiore.

Ho la sensazione, da mesi, che stiamo vivendo un periodo di divisione. L’esterno tenta di dividerci.
Dividere noi stessi da noi stessi.
Dividere noi dagli altri.
Dividere, tutto, in generale. In maniera a volte sottile e subdola.

Questo bilanciamento mi ha fatto comprendere come ci sia, forse, una soluzione per trovare pace ed equilibrio:
entrare dento di noi e tenere il cuore aperto, nonostante tutto.
Un cuore aperto che abbracci ogni cosa.

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