Qualche giorno fa sono andata al Tagliamento. Ritornare ad immergermi nella natura dopo questo periodo di restrizioni è stato un dono bellissimo. Il rumore dell’acqua, il suono del vento, le pietre sotto ai miei piedi. Eppure… qualcosa non funzionava. Non sono riuscita a bilanciare, o meglio, ho tentato di bilanciare tre pietre, ma non c’è stato verso di raggiungere l’equilibrio.
A volte può capitare la giornata strana, anche se a dire il vero mi sentivo rilassata e in sintonia con l’ambiente esterno. Vi dirò di più, ho colto quel momento come un grande insegnamento. Le pietre riescono sempre a stupirmi.
Oggi voglio raccontarvi cos’è successo e cos’ho provato in quei 45 minuti: vi presento questa piccola pietra che mi ha fatta impazzire!
Bella, bianca e nera, con striature… e tanta voglia di farmi dispetti.
Prima di bilanciare ho camminato per un po’, con leggerezza, calpestando a piedi nudi le pietre. Una sensazione capace ogni volta di donarmi una vasta gamma di sensazioni.
Scrutavo le pietre, le osservavo con uno sguardo attento ma anche assecondando il fluire di ciò che sentivo. Ed ecco lei. La piccola pietra che tengo in mano nella foto.
Così piccola da sembrare dolce e accogliente. La raccolgo e decido di appoggiarla tra due pietre molto più grandi. Appoggio la prima pietra a terra cercando una stabilità, poi appoggio la pietra piccola e tento di appoggiare sopra l’altra pietra grande… E QUI HA INIZIO IL DELIRIO!
Energie opposte, un turbinio di sensazioni che mi rimandava quella piccola pietra. Mi sembrava di avere tra le mani qualcosa di rovente, ma poi freddo, e dopo ancora gelido. I miei polpastrelli erano un po’ confusi ed io con loro.
Non so quante volte l’ho girata, ho tentato ogni posizione, ogni possibile angolatura, ma niente da fare. Le due pietre più grandi accoglienti e con un’energia raffinata si relazionavano con l’energia esplosiva e biricchina della pietra piccola. È diventata una sfida. Dovevo assolutamente trovare l’equilibrio. Per un attimo, una frazione di secondo c’era, sentivo che era lì vicino. Ma è stata solo un’illusione. Poi di nuovo caos.
Ammetto che iniziavo a diventare un po’ nervosa. Era passata mezz’ora e sentivo che il punto esisteva. Ho rilassato un po’ le braccia e ho ricominciato ma la faccenda diventava sempre più pericolosa. Tenendo con la mano sinistra quella piccola e con la destra quella grande, ogni volta che rischiavano di cadermi dalle mani le mia dita erano a rischio. Una, due, tre volte… alla quarta la pietra grande mi è finita sull’unghia del pollice. Male? Solo un pochino.
Da quel momento ho preso consapevolezza che dovevo fermarmi. Respirare e accettare che quella pietra, lì, non ci voleva stare. Io ostinata, lei dispettosa. Un connubio pericoloso che andava contro l’armonia della Natura.
Ecco che ho imparato una cosa. Visto che spesso le pietre sono una metafora rispetto alla vita di tutti i giorni direi che se la piccola pietra potesse parlare mi potrebbe dire:
“Cara Martina, anche se a volte sentiamo che certe situazioni si possono tenere in equilibrio, per quanti siano i nostri sforzi, può essere che quell’equilibrio non debba arrivare. Forse non era il momento. Forse la pietra non era giusta. Forse tu eri tesa inconsciamente. Accetta e vai avanti”.
Che dire: grazie pietre siete davvero grandi maestre.
… FORSE, come scrivi bene tu, quella piccola pietra é come il classico sassolino nella scarpa…. Fin che non lo togli ti tormenterà…
Forse, non era il momento…. Ma sicuramente un MESSAGGIO per affrontare ciò che ci allontana dall’Equilibrio… da affrontare prima che “la Pietra Grande” cada e faccia male seriamente….
La Pietra Piccola ha dato il “suggetimento”…
Grazie per la tua profonda riflessione Paolo! Probabilmente, se avessi continuato a bilanciare, la probabilità di farmi male ad un dito sarebbe diventata molto alta. Me l’ha suggerito quella piccola pietra.
A volte, forse, bisogna accettare di non farcela. Accettare che non è il momento. Rimanere in ascolto e osservare ciò che accade…
…anche il “NON FARE” è AGIRE…..
Esatto… proprio così Paolo!