La magia dello specchio.
Specchiarsi.
Perdersi nell’inconsistenza del riflesso di noi stessi, oppure del riflesso di un oggetto o di qualunque cosa si trovi davanti ad esso.
In questo caso di fronte allo specchio ci sono le pietre. Ma le pietre cosa pensano del loro riflesso?
Questo non ci è dato sapere. Ma certamente questa immagine di pietre riflesse mi ha fatta entrare maggiormente in una considerazione più ampia.
Il semplice specchiarsi, non sarebbe di per sé un problema… se non fosse che spesso questo accadimento comporta una serie di infinite conseguenze.
Se ci osserviamo di fronte ad uno specchio, non vi è quasi nessun problema, se non quello, al massimo, di non piacerci. Ma ci possiamo, forse, lavorare.
Peggio è quando incontriamo qualcuno che ci fa da specchio. Qualcuno che incontriamo nella nostra vita e che ci dà l’opportunità di lavorare su noi stessi.
Ecco che lo specchio inizia a non piacerci più. Ecco che la nostra immagine riflessa diventa qualcosa di insostenibile. Ed ecco che diamo la colpa all’esterno. Colpe su colpe. Senza accorgerci che tutto sta dentro e nulla è fuori.