Il 29 ottobre 2021 ho avuto l’onore di partecipare ad Orchestrazione #28 – TERRAMARE: una collettiva di artisti nella quale ho presentato un’opera inedita dedicata alla Terra.

Come spesso mi accade, anche quando bilancio le pietre, sento una sorta di flusso che mi porta verso anfratti sconosciuti. Seguire il flusso e lasciarmi andare mi permette di avere alle volte delle visioni: immagini che mi arrivano davanti e che poi si concretizzano.
È capitato anche questa volta con quest’opera.

Quando sono stata invitata a partecipare ad Orchestrazione#28 ho lasciato che la mia creatività viaggiasse libera nell’etere. Ricordo che una mattina, nel dormiveglia, mi è apparsa davanti l’opera. Dopo pochi giorni mi sono dedicata alla sua realizzazione… ed è venuta esattamente come l’avevo vista!

Un’opera dedicata alla Terra: ferita, poco considerata da noi umani.
Un messaggio di speranza inviato al mare. Una bottiglia. Uno sguardo verso un futuro che speriamo porti maggior consapevolezza.

“Un segno, un taglio, una ferita.
Speranza inviata al mare.
Un ritorno inaspettato, che inghiotte.
Che mangia.
Parole che permeano in profondità
nutrendo un futuro inesorabilmente ignoto”.

 

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