Ieri mi sono persa nel guardare la laguna, un’ambientazione che amo particolarmente. Il sole che mi scaldava la schiena. Il rumore lontano di piccole onde. La presenza di magia permeava nei miei occhi.
A pochi metri da me c’erano delle pietre bianche, non quelle rotondeggianti che sono solita trovare nel Tagliamento, erano più spigolose. Attratta da quelle nuove forme, mi sono messa a camminare senza una meta, osservando le pietre che abitavano la riva di quella piccola insenatura. Una di loro ha attirato la mia attenzione, era molto più irregolare delle altre: l’ho raccolta, e con lei, ho preso altre due pietre.
La pietra di forma particolare non voleva stare. Continuava a scivolare. Eppure tra le mani sentivo che prima o poi ci sarebbe stato anche per lei il giusto punto di contatto.
Quando la pietra ha deciso di stare in equilibrio, mi sono allontanata. Osservavo quello strano bilanciamento, e più guardavo, più mi accorgevo che l’ultima pietra richiamava l’immagine di un volto. Un volto con un naso importante.
Un naso appoggiato. Un volto. Un volto rivolto verso l’orizzonte.
Quella pietra si stava godendo il paesaggio della laguna assieme a me.
L’olfatto è uno dei sensi meno valutati, si divide tutto in profumi e odori, dove i secondi sono sgradevoli, ho tenato mia figlia per ore sul mio petto appena nata e lei con il naso ha imparato a capire chi ero, a quanti di voi capita di percepire un profumo e dire “è come quello che faceva mia nonna” senza vederlo e far uscire dai cassetti della memoria un ricordo ….
Il tuo commento Giampietro mi fa venire in mente un libro: “il naso intelligente”.
L’olfatto è sicuramente un senso che è stato messo da parte… seppur l’atto dell’annusare porti con se una miriade di cose: conoscenza del mondo, mettersi in contatto con la nostra parte più ‘animale’, etc.
Il tuo commento mi ha fatto voglia di rileggere il libro di Rosalia Cavalieri! Grazie.
… Probabilmente, con la tua tenacia nel voler bilanciare quei sassi, hai trasfuso parte della tua anima con loro…. E loro hanno continuato l’emozione che tu stavi vivendo in quell’ambiente…
Bellissimo l’uso della parola “… GODENDO”…
Ho avuto davvero l’impressione Paolo di essere stata in compagnia di quella pietra!
Più la osservavo, più mi dava l’impressione di non essere la sola ad osservare la laguna… è stata un’esperienza surreale!