Ho tenuto da parte la foto di questo bilanciamento per un po’ di mesi. Risale a quando ero stata al mare, più precisamente a Krk. Vi avevo già parlato di quanto fossi rimasta affascinata da quel luogo: pietre magiche e parlanti.

Ebbene, questa è una di quelle. Pubblicata solo su una stories di Instagram, credo in agosto, dove avevo chiesto ai miei follower: “Potter Style”?
Mi era stato risposto di sì e ricordo che i fans più accaniti di Harry Potter mi avevano scritto che questo bilanciamento ricordava il cappello parlante.

Nel film, per chi non conosce, il cappello parlante smista gli studenti in quattro case.
Parto da questo perché vorrei fare una riflessione (specificando che adoro Harry Potter e che prendo il cappello parlante solamente come spunto per un discorso più ampio!).

Quante volte nella vita indossiamo un “cappello” e gli permettiamo di parlare per noi?
Quante volte lasciamo che qualcosa o qualcuno dall’esterno ci dica cosa dobbiamo o non dobbiamo fare?
Quante volte ci facciamo dire se sia meglio andare a sinistra, destra, avanti o indietro?

Già l’immagine che sia qualcosa di esterno mi fa pensare che stiamo perdendo il contatto con ciò che abbiamo dentro.
Forse è più facile delegare all’esterno le decisioni o la direzione da prendere.
Più difficile, invece, ascoltarsi e prendersi la responsabilità.

Mi piace credere, viaggiando con l’immaginazione e pensando al cappello parlante, che dentro ad ognuno di noi ci sia un cappello. Un cappello che ci mette in contatto con la nostra parte più intima, in una zona accessibile solo se abbiamo il coraggio di ascoltarci.

Augurando una buona giornata a tutti voi, posso dirvi che… oggi, mi sento Tassorosso!!!

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