Spesso le persone mi chiedono cosa sia lo Stone Balancing. Difficile rispondere. Non per mancanza di termini, non per mancanza di esperienza e nemmeno per mancanza di immaginazione. Spiegare cos’è lo Stone Balancing può diventare una sfida.

Oggi mi sto interrogando e mi sto chiedendo: ”Se dovessi scegliere un termine che possa descrivere quest’arte, quale sceglierei?”.
Ebbene, oggi, la parola giusta sarebbe ‘INCONSISTENZA’.
Un’inconsistenza che a volte sembra piena. Un’inconsistenza spiazzante. Un’inconsistenza che attraverso la sua natura precaria e non tangibile riesce a far emozionare.

Oggi piove e così ho deciso di bilanciare in casa. Mentre osservavo le pietre, in equilibrio, in quell’attimo di pace, dove tutto si ferma, ho riflettuto sulla loro natura. Su cosa realmente accade quando pratico Stone Balancing.
Accade tutto e niente.
Osservo… ma poco dopo tutto sparisce.
Fotografo… ma nella realtà nulla permane.
Rifletto… sull’inconsistenza che sento attorno a me.

Quelle pietre, mentre sto scrivendo ora, non sono più sopra quel tavolo.
Sono state in equilibrio, per qualche minuto. Ora non ci sono più, o meglio, esistono, ma in un’altra forma.
Ecco che l’inconsistenza si fa vedere, trova uno spazio nella mia mente. Le pietre sono grandi maestre. In questi anni, attraverso la loro natura, ho colto e imparato molte cose. Oggi le ringrazio nuovamente per questa finestra aperta, che mi ha fatto vedere questo nuovo aspetto: l’inconsistenza.

Un’inconsistenza spiazzante.
Un’inconsistenza che credo accompagni le nostre vite.
Un’inconsistenza presente, non presente.

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