Sabbia. Sole. Mare. Pietre e radici.

Oggi mi sono portata alcune pietre e radici da casa. Desideravo fare Stone Balancing al mare, ma sapendo che non avrei trovato sassi e rami, li ho scelti e caricati in macchina prima di partire. Sembrava che la giornata sarebbe stata accompagnata da nuvole e nebbia, invece, appena messi i piedi nella sabbia per dirigermi verso il mare, è arrivato il sole. Si è fatto spazio tra le nuvole e mi ha fatto compagnia. Bilanciare al mare è stato surreale. Le pietre sembravano in imbarazzo in mezzo ai tanti minuscoli granelli di sabbia. In fondo, sono state brave a non ribellarsi, dato che non erano nel loro habitat naturale.

Il sole quietava la mia mente. Il rumore del mare cullava me e le pietre che tenevo tra le mani. Il vento si faceva sentire. L’esperienza di fare Stone Balancing con il vento è sempre molto istruttiva. O forse, più che istruttiva, ricca di ostacoli e piccole prove da superare. Mi piace vederla così perché questa condizione metereologica mi mette in una situazione psicologica dove comincio a credere che sia impossibile raggiungere l’equilibrio. Ma sono solo limiti a cui la mente razionale lascia spazio per incapacità di lasciarsi andare ed affidarsi di fronte a madre natura.

Per quanto l’aria possa far sentire la propria voce, basta saperla ascoltare, assecondando il suo moto. Opporsi non porta da nessuna parte. Ho deciso allora di prestare maggior attenzione alla brezza che arrivava dal mare. Un vento forte ma delicato, che desiderava solo di essere ascoltato. È stato affascinante sentire come le pietre si spostavano, cercando un assetto in una terra di mezzo. Da una parte le mie mani, dall’altre il vento. Finché c’è stata questa divisione l’equilibrio non è giunto. Serviva un’unione, una fusione di più elementi. Le mani, le pietre e il vento dovevano diventare una cosa sola. Solo così l’equilibrio si poteva manifestare. E così è stato.

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